La glicemia e l’insulina


Il nostro organismo ha un bisogno costante di zuccheri, che sono la „benzina” utile per mantenere tutte le sue funzioni. Durante la digestione una parte degli alimenti assunti viene scomposta in glucosio, cioè in zuccheri semplici. Successivamente, il glucosio entra in circolo per essere utilizzato dai muscoli come fonte di energia. Per sapere quanto glucosio è presente nel sangue in un dato momento si misura la „glicemia”. 

Nelle persone sane, la glicemia è regolata principalmente dall’azione contrapposta dei due ormoni: insulina e glucagone, entrambi prodotti dal pancreas: l’insulina abbassa la glicemia, il glucagone la fa aumentare. 

Quando il livello del glucosio nel sangue aumenta, alcune cellule specializzate del pancreas ricevono il segnale di produrre l’insulina, che convoglia lo zucchero verso i muscoli, il fegato o il tessuto adiposo perché vengano bruciati come energia o immagazzinati come riserva energetica a rapido utilizzo sotto forma di glicogeno, o a lento rilascio sotto forma di trigliceridi. Le cellule dei muscoli, del fegato e del tessuto adiposo non sono in grado di utilizzare il glucosio senza l’aiuto dell’insulina https://it.wikipedia.org/wiki/Colesterolo

Nel diabete di tipo 2 il problema principale non è la scarsità o la mancanza di insulina, che spesso è addirittura prodotta in elevate quantità, ma un fenomeno chiamato insulino-resistenza: in altre parole questo ormone non riesce a svolgere a pieno la sua azione. In alcuni soggetti, la resistenza all’insulina viene parzialmente compensata dall’aumentata produzione di insulina da parte del pancreas, ma con il passare del tempo questa iperattività rischia di esaurire l’organo, indebolendo le sue capacità di secernere l’ormone (esaurimento funzionale).

I valori di riferimento della glicemia a digiuno

  • IPOGLICEMIA< 60 mg/dL
  • NORMALITÀ60-110 mg/dL
  • ALTERATA GLICEMIA A DIGIUNO 110-125 mg/dL
  • DIABETE≥ 126 mg/dL

Che cosa si intende per „buon controllo” del diabete?

Negli ultimi anni il progresso scientifico ha portato a considerare la terapia del diabete in una prospettiva diversa, e cioè in funzione non soltanto della necessità di ridurre la glicemia ma anche del controllo di tutti quei parametri, come la pressione arteriosa, il colesterolo, la funzione renale e così via, che nel loro insieme delineano lo stato di rischio del singolo individuo. Da qui un approccio che si prefigge non obiettivi generici ma traguardi specifici, diversi a seconda dei casi. 

Mantenere sotto controllo la glicemia rappresenta comunque il primo obiettivo del trattamento del diabete, e da qui la necessità di effettuare controlli periodici per verificarlo. 

La quantità di glucosio nel sangue varia nell’arco dell’intera giornata e da un giorno all’altro; l’esame della glicemia offre quindi solo un’indicazione momentanea sulla validità del compenso metabolico. L’esame più indicato a questo scopo è la misurazione dell’emoglobina glicosilata.

Che cos’è l’emoglobina glicata (HbA1c)?

L’HbA1c è un semplice test di laboratorio che permette di determinare la qualità media del controllo della glicemia nei 2-3 mesi precedenti. Quando nel sangue si accumula troppo glucosio, le proteine in circolo tendono a „glicarsi”, cioè a legarsi ad una molecola di zucchero in modo stabile; tra queste anche l’emoglobina contenuta nei globuli rossi, che trasporta l’ossigeno ai tessuti ed è responsabile del loro colore rosso del sangue. Maggiore è la percentuale di emoglobina legata al glucosio (per questo detta „glicosilata” o „glicata”), più frequenti e gravi sono gli episodi di iperglicemia avvenuti nelle settimane precedenti all’analisi e quindi più scarso è stato il controllo del diabete anche

L’emoglobina glicosilata è un ottimo indicatore clinico, perché permette al medico di valutare con sicurezza come è andato il diabete nelle ultime 8-9 settimane.

Raggiungere e mantenere il target di HbA1c

Nei soggetti non diabetici l’HbA1c è inferiore o uguale al 6%. Nelle persone con diabete valori di HbA1c inferiori a 7% sono considerati un indice di buon controllo nel tempo della glicemia. In particolari pazienti possono essere presi in considerazione obiettivi diversi (HbA1c inferiore a 6,5% o superiore a 7%). 

Valori di HbA1c superiori a 8-9% rappresentano un segnale di rischio elevato. 

In questi casi il medico modificherà il programma terapeutico in base alle esigenze del soggetto, per evitare l’insorgere di eventuali complicanze che tendono a progredire in modo silente https://it.wikipedia.org/wiki/Iperglicemia

Gli studi più recenti hanno documentato che le persone che riescono a mantenere i loro livelli di HbA1c entro il 7% hanno molte possibilità in più di ritardare o prevenire i problemi derivanti dal diabete agli occhi, ai reni, ai nervi, al cuore e ai vasi sanguigni rispetto alle persone con un livello pari o superiore all’8%. 

Tutti coloro che hanno il diabete di tipo 2 dovrebbero fare il test almeno due volte all’anno. In particolare, chi ha un diabete mal compensato, ovvero con livelli di glicemia che tendono a rimanere alti, dovrebbe ripetere l’esame almeno ogni 3 mesi, o con diversa frequenza in base al consiglio del proprio medico. L’esame è semplice, rapido (pochi minuti) e indolore: viene eseguito su un campione di sangue capillare prelevato dal dito oppure da un campione di sangue venoso (prelievo dal braccio). L’esame è semplice, rapido (pochi minuti) e indolore: viene eseguito su un campione di sangue capillare prelevato dal dito oppure da un campione di sangue venoso (prelievo dal braccio)

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